Gli interventi del presidente di Confindustria Basilicata e di Rete Imprese Italia, entrambi a difesa della Camera di Commercio di Matera, non possono passare inosservati dopo l’attacco frontale del consigliere Santantonio, componente del  Consiglio Camerale di Matera e componente del Consiglio Direttivo di Confapi Matera.

Fughiamo innanzitutto il sospetto: questa non è una diatriba preelettorale, come banalmente e semplicisticamente qualcuno vorrebbe far passare per depotenziare i contenuti dell’analisi di Santantonio, ma un grido di allarme che proviene da una parte rappresentativa del mondo delle imprese.

L’atteggiamento responsabile e costruttivo, invocato da Confindustria, è proprio quello che ha guidato l’azione di Santantonio, sotto la spinta delle imprese che, sull’orlo del collasso per  una crisi epocale, invocano chiarezza e trasparenza proprio dalla casa degli imprenditori qual è la Camera di Commercio di Matera.

Il crollo degli interventi economici a favore del sistema delle imprese, che passa da 3 milioni del bilancio 2014 a circa 800.000 del bilancio 2015, anche se imputabile alla riduzione dovuta ai tagli del Governo Renzi, non giustifica la conservazione di un sistema di spese di rappresentanza degno di un lontanissimo periodo di vacche grasse.

Anche la strumentale ed irricevibile considerazione di Rete Imprese Italia, secondo cui l’allarme lanciato da Santantonio è conseguente all’assenza nella giunta camerale, merita chiarezza: Confapi Matera è stata la prima ed unica associazione a chiedere di azzerare i compensi della giunta camerale per consentire un risparmio di circa 100.000 euro all’anno.

La risposta ottenuta è stata di ridurre la rappresentatività delle associazioni territoriali, proprio quello che, al contrario, invoca Confindustria e, nel contempo, non rinunciare al riconoscimento del gettone di presenza a favore dei componenti della giunta camerale costituita da imprenditori che, pur in questo momento di crisi, non crediamo abbiamo bisogno di un tale appannaggio.

Gli esempi virtuosi, in momenti di crisi economiche, crisi di valori ed identitari, svolgono il ruolo fondamentale di dimostrazione della buona amministrazione, innescano, in chi vive fuori dalla stanza dei bottoni, un senso positivo di emulazione ed allontanano irritazione e repulsione verso il Sistema.

La spending review per qualcuno è una sterile dichiarazione di intenti, per Confapi è un metodo di approccio a cui dovrebbero adeguarsi tutti coloro che occupano posti di responsabilità pubblica.

Ma il dato più emblematico che scaturisce dalle difese di ufficio di Rete Imprese Italia e Confindustria, è la malcelata irritazione contro qualcuno che si è permesso di uscire dal coro dei consensi a prescindere, che si permette di contraddire il sistema regolato dalla politica, che chiede trasparenza e che propone l’accorpamento del sistema camerale regionale, che chiede di spendere i soldi pubblici in modo più efficace, che chiede di ridurre le spese superflue, che chiede una gestione da buon padre di famiglia.

Dov’è il delitto?

Forse il vero delitto commesso da Santantonio è aver dimostrato, con la sua denuncia, che non tutti hanno il bavaglio che il Sistema vorrebbe, che esistono ancora imprenditori ed Associazioni imprenditoriali liberi da lacci, lacciuoli e vincoli, che non tutto il sistema delle imprese è omologato, che la libertà di opinione è un sacrosanto diritto che non ci hanno ancora tolto.

 

Matera, 22 dicembre 2014

Enzo Acito, Presidente di Confapi Matera