Non più Pista Mattei ma Aeroporto di Basilicata

Non più Pista Mattei ma Aeroporto di Basilicata
Nella Finanziaria regionale ci siano le risorse per il potenziamento dell’aviosuperficie

Il decollo del turismo in Basilicata rende quanto mai opportuno potenziare anche le infrastrutture aeroportuali, non solo per il trasporto di persone ma anche per il traffico commerciale.
Il presidente di Confapi Matera, Enzo Acito, chiede che nella legge finanziaria che la Regione Basilicata si appresta ad approvare sia inserito un impegno serio per il potenziamento dell’infrastruttura aeroportuale “E. Mattei”, perché si possa definire aeroporto di Basilicata abbandonando la vecchia denominazione di Pista Mattei.
Non è solo una questione semantica, ovviamente, ma la consapevolezza di effettuare una scelta strategica che consenta di esprimere le potenzialità di un aeroporto che potrebbe diventare il valore aggiunto del territorio, sia in ambito turistico che a supporto del settore agroalimentare, e anche oltre.
Secondo il presidente di Confapi Matera è opportuno che la Regione stanzi le risorse finanziarie necessarie per il miglioramento infrastrutturale dell’aeroporto di Pisticci Scalo, perché diventi un vero e proprio aeroporto di Basilicata.
Di qui l’invito dell’ing. Acito a tutti i soggetti istituzionali e imprenditoriali interessati a fare massa critica per ottenere questo risultato. “Oggi ci sono concrete prospettive di sviluppo – dichiara Acito – e per questo è necessario potenziare le vie di collegamento. La posizione strategica dello scalo “E. Mattei” deve indurci a puntare sul suo rafforzamento per il collegamento con le direttrici commerciali e turistiche nazionali ed europee. Sarebbe un altro passo avanti per il superamento del gap infrastrutturale e dell’isolamento geografico della nostra regione”.
“L’aeroporto, inoltre, apporterà innegabili benefici anche all’economia del territorio, sostenendo lo sviluppo turistico, agricolo ed industriale e, in particolare, allungando la stagione turistica con i mercati del Nord Europa che hanno un differenziale climatico molto sensibile”.

Matera, 5 gennaio 2016

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