Nessuna luce fuori dal tunnel: il 2013 senza soluzione di continuità con il 2012

Confapi Matera lancia un nuovo allarme per fronteggiare una crisi senza soluzione di continuità che continua a interessare il sistema produttivo lucano.
La notizia della chiusura nel 2012 di 460 esercizi commerciali è solo l’ennesimo segnale del perdurare della difficoltà di interi settori dell’economia lucana. Fra questi l’edilizia continua a soffrire in modo particolare, risentendo dei malefici effetti del Patto di Stabilità che impedisce alle pubbliche amministrazioni di pagare i lavori eseguiti e le forniture effettuate.
La cifra di 2 miliardi di euro di debiti di Regione, Province e Comuni è senz’altro sottostimata se si aggiungono le somme che gli enti strumentali regionali devono alle imprese locali, decine di piccole e medie imprese costrette a licenziare o a chiudere i battenti pur vantando crediti nei confronti delle stazioni appaltanti.
Una situazione paradossale non risolta neanche dalla possibilità di farsi anticipare i crediti dalle banche convenzionate con gli enti pubblici, anticipazioni difficili da ottenere a causa dei cattivi rating delle pubbliche amministrazioni. Un vero e proprio cortocircuito che frena la crescita e continua a ridurre il potere d’acquisto delle famiglie lucane.
Confapi Matera ritiene quindi necessaria una revisione complessiva del Patto di Stabilità per far crescere la quota di spesa, agendo sui fondi per il terremoto del 1980, sulle royalties del petrolio e sui fondi europei.
È proprio sui ritardati pagamenti che si gioca il possibile rilancio dell’economia locale: dal 1° gennaio 2013 l’Unione Europea ha imposto agli enti pubblici di pagare i fornitori entro 60 giorni dalla presentazione della fattura, ma l’emergenza riguarda i crediti già maturati per i quali le imprese sono costrette ad attendere quasi un anno: un ritardo intollerabile per chi sostiene quotidianamente dei costi di gestione aziendale e deve fare i conti con un gap infrastrutturale atavico rispetto al centro-nord del Paese.
Se il nuovo Governo non procederà alla revisione del Patto di Stabilità ogni misura prevista per rilanciare l’economia risulterà inefficace e Confapi Matera auspica pertanto un intervento mirato per dare la possibilità alle piccole e medie imprese di uscire finalmente fuori dal tunnel di una crisi senza precedenti.

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