LA REALTÀ DEL DIGITAL DIVIDE

La realtà del digital divide. Senza banda larga le aree industriali penalizzate

La crescita economica è frenata dalla mancanza di un’adeguata infrastruttura digitale. Il convegno di ieri sul tema della banda larga, alla presenza del ministro Profumo, ha messo in risalto – se mai ce ne fosse bisogno – il problema del digital divide, del divario digitale e di infrastrutture telematiche che esiste tra la Basilicata e altre regioni, e tra le diverse aree del nostro stesso territorio.
Avendo assistito al convegno e ascoltato le dichiarazioni dei partecipanti, CONFAPI Matera evidenzia che nascondere la spazzatura sotto il tappeto, come si continua a fare su tale questione, non serve più di fronte ad una classe imprenditoriale che non ci sta più a subire supinamente i tatticismi e le inefficienze della pubblica amministrazione e di chi la governa.
Non si può negare, infatti, che oggi più che mai lo sviluppo di interi territori e la competitività di interi comparti produttivi passa anche attraverso le tecnologie immateriali e le infrastrutture telematiche, cioè attraverso una rete di servizi di connettività a banda larga.
In particolare, le affermazioni del presidente della Provincia secondo cui il divario digitale lucano è tra i più alti d’Italia e il Materano è indietro nell’infrastrutturazione digitale, corrispondono al vero. Non si tratta di deprimere la qualità della pubblica amministrazione, ma di dire quello che le imprese sanno benissimo. Se poi si vuole accusare, oltre alle istituzioni, anche le associazioni e gli imprenditori di parlare a vanvera, allora vuol dire che si è persa la percezione della realtà.
Sono anni che le aree industriali del Materano attendono la banda larga, perché internet veloce è diventato un servizio di cui le aziende non possono più fare a meno per modernizzarsi e competere con le altre realtà imprenditoriali. Non si può parlare di modernità imprenditoriale, infatti, senza collegamenti veloci con la rete internet, su cui le imprese puntano per ridurre i costi, aumentare la produttività e diventare competitive sui mercati esteri.
Le aree industriali di Jesce e La Martella hanno l’infrastruttura, ma il servizio non è ancora partito. Ci sono voluti anni per realizzare la banda larga e chissà quanto tempo ancora dovrà passare prima di rendere fruibile il servizio. Le imprese di queste aree operano sui mercati esteri e, quindi, necessitano di collegamenti telematici veloci, pena la perdita di commesse. Più che l’infrastruttura, quello che conta in questi casi è l’erogazione del servizio, come accade per il metano, dove la rete è stata realizzata ma il gas non viene ancora erogato.
Restano, invece, ancora sprovvisti della copertura ADSL l’area della Valbasento e numerosi piccoli comuni dell’entroterra, dove il digital divide è fin troppo evidente per essere negato.
CONFAPI pone l’accento sulla necessità di colmare questo deficit al fine di limitare l’annoso problema dell’isolamento del nostro territorio e, soprattutto, di dotare tutte le imprese locali delle condizioni necessarie per essere maggiormente competitive sui mercati e per attrarre nuovi investimenti. Da un lato, infatti, offriamo ospitalità alle aziende emiliane colpite dal sisma, dall’altro diamo loro la lentezza del collegamento con la linea analogica. I soldi ci sono, la difficoltà è spenderli.

Matera, 12 giugno 2012
CONFAPI MATERA
Ufficio Stampa

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