Interventi di bonifica dei Siti di Interesse Nazionale Tito e Valbasento: corsa in affanno per la scadenza di fine anno

Con una nota inviata al presidente della Regione Pittella e all’assessore all’Ambiente e Infrastrutture Berlinguer, il presidente di Confapi Matera Enzo Acito ha nuovamente posto la questione del rischio di perdere i finanziamenti per gli interventi di bonifica dei Siti di Interesse Nazionale Tito e Valbasento.

Acito ha chiesto notizie sullo stato di attuazione degli interventi di bonifica di cui all’Accordo di Programma Quadro sottoscritto il 19 giugno 2013, preoccupato che il de-finanziamento costituisca un ulteriore aggravio per le due aree industriali, con ricadute negative rispetto all’occupazione, già asfittica, nelle medesime aree.

Il risultato conseguito dalla Regione di ottenere la proroga al 31 dicembre 2015 della data entro cui assumere obbligazioni giuridicamente vincolanti, unitamente al lavoro del Dipartimento Ambiente per la predisposizione dei bandi di gara, non sono stati tuttavia sufficienti a recuperare il tempo sinora perduto.

Infatti, se per l’intervento di minore entità tra quelli previsti in Valbasento (bonifica sito ex Materit), a quasi un anno dalla scadenza della gara d’appalto non si è ancora addivenuti all’aggiudicazione definitiva, il presidente di Confapi Matera si chiede quando saranno ultimati tutti gli interventi previsti dall’Accordo di programma quadro.

Inoltre, considerato che le altre aree SIN stanno procedendo più celermente, si corre il rischio di perdere i finanziamenti, oltre 40 milioni di euro già assegnati alla Regione Basilicata.

L’Accordo di programma quadro del 19 giugno 2013 costituisce un’enorme opportunità per lo sviluppo della nostra regione perché renderà possibili nuovi investimenti imprenditoriali oggi bloccati e consentirà al settore delle costruzioni di aprire nuovi cantieri.

La scadenza del 31 dicembre 2015 per l’utilizzo delle risorse assegnate costituisce fonte di preoccupazione per il sistema delle imprese. Il potenziale smobilizzo degli oltre 40 milioni di euro, destinati ai due agglomerati industriali, comporterebbe, inoltre, un’ulteriore beffa sia per le imprese ivi insediate che per le aziende interessate alla realizzazione degli interventi di bonifica.

In pratica, le risorse saranno revocate se non saranno impegnate entro la fine dell’anno attraverso obbligazioni giuridicamente vincolanti da parte delle amministrazioni destinatarie, vale a dire che si perderanno oltre 40 milioni di euro se entro la fine dell’anno non saranno stati stipulati i contratti con le imprese.

Considerati i tempi per l’espletamento delle gare d’appalto, è difficile che ci siano i tempi tecnici.

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