Finanziamenti per la bonifica delle aree industriali di Tito e Val Basento L’allarme era stato lanciato a settembre e a dicembre dalla Confapi

“L’Accordo di Programma Quadro per la bonifica delle aree industriali di Tito e Valbasento costituisce un’enorme opportunità per lo sviluppo della nostra regione perché renderà possibili nuovi investimenti imprenditoriali oggi bloccati e consentirà al settore delle costruzioni di aprire nuovi cantieri”.
Con queste parole Confapi Matera a settembre lanciò l’allarme per il rischio concreto di perdere i 46 milioni di euro stanziati per i 10 interventi di bonifica. Dopo la richiesta dell’Associazione, la proroga arrivò in extremis con la nuova dead line fissata a fine giugno 2014.
Il nulla di fatto della conferenza di servizi di ieri ripropone il pericolo del de-finanziamento, allontanando le speranze di tutela ambientale del territorio a danno della salute umana, dell’occupazione e dei tentativi di sviluppo imprenditoriale delle due aree industriali.
Oltre all’interesse delle imprese ivi insediate e di quelle che vorrebbero insediarsi, Confapi evidenzia anche il danno per le aziende interessate alla realizzazione degli interventi di bonifica, di cui 6 previsti in Valbasento e 4 a Tito.
La preoccupazione è ancora maggiore se si tenga conto dei tempi tecnici necessari per assumere obbligazioni giuridicamente vincolanti da parte della Regione – come impone l’Accordo di Programma – le cui inefficienze finora destano stupore.
Di qui l’invito al presidente Pittella e all’assessore Berlinguer ad accelerare ogni procedura al fine di rispettare i tempi programmati. In proposito Confapi Matera ha chiesto che nei bandi di gara si tenga conto delle dimensioni e delle caratteristiche delle imprese locali e, inoltre, che ci sia garanzia di massima trasparenza.
“Purtroppo – precisa il presidente Enzo Acito – la ristrettezza dei tempi rende ormai necessaria un’ulteriore proroga dei termini perché siamo preoccupati che le procedure di affidamento dei lavori potrebbero adottare sistemi di gara, quantunque di evidenza pubblica, con tempi ridotti ai minimi previsti dalle norme e con la definizione di parametri di valutazione pericolosamente discrezionali”.
 “Saremo vigili nella valutazione del corretto rispetto del codice degli appalti per evitare che eventuali ricorsi, per l’affidamento dei lavori, possano costituire un ulteriore e definitivo aggravio a carico del sistema delle imprese ubicate nelle aree industriali e, in generale, del sistema economico della regione”.

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