Dalla Ghizzoni alla Nuova Ghizzoni SpA: garantita la continuità aziendale e la permanenza sul territorio. Soddisfazione di Confapi che ha assistito la newco nel delicato passaggio

Grande soddisfazione viene espressa da Confapi Matera per la sottoscrizione ieri a Roma, presso la sede del Ministero per lo Sviluppo Economico, dell’accordo di acquisizione del ramo d’azienda di Ghizzoni SpA da parte della newco Nuova Ghizzoni SpA, composta anche da imprenditori locali.
La Ghizzoni di Ferrandina, storica azienda aderente a Confapi Matera e da oltre un anno in amministrazione straordinaria, è stata acquisita da una nuova impresa che ne garantirà la continuità aziendale e la permanenza sul territorio, assumendo gran parte dei lavoratori e rilanciando le attività di costruzione di metanodotti e gasdotti in ambito internazionale.
Confapi Matera, che ha assistito la Nuova Ghizzoni nell’importante accordo sottoscritto, ringrazia il commissario straordinario Daniele Pecchini per il lavoro svolto per risanare la situazione finanziaria di una delle aziende leader mondiali nel settore delle costruzioni di metanodotti e gasdotti, salvaguardando un patrimonio di professionalità che adesso viene raccolto dai nuovi investitori. Un ringraziamento va anche alla famiglia Ghizzoni per le ricadute garantite nel nostro territorio in tanti anni di attività.
Confapi, inoltre, rivolge un particolare apprezzamento alle due società che hanno costituito la Nuova Ghizzoni SpA, la Sicilsaldo di Gela e la Sudelettra di Matera, entrambe con notevole esperienza e solido curriculum internazionale e la seconda che garantisce la territorialità del nuovo soggetto imprenditoriale.
È senz’altro encomiabile, infatti, che in questo particolare periodo di crisi dell’economia, imprenditori meridionali affrontino con coraggio una sfida che si svolge soprattutto sui mercati internazionali, salvaguardando le professionalità e il know how della Ghizzoni.
Confapi, infine, rivolge un appello alle istituzioni locali, soprattutto alla Regione Basilicata, che era presente all’incontro con Vito Laurenza del Dipartimento Attività Produttive, perché mettano in campo misure di accompagnamento all’operazione di cessione.
Intanto la Confapi nazionale si è già attivata, con il fondo interprofessionale FAPI, per finanziare piani di formazione per i lavoratori delle aziende in crisi. L’acquisizione, infatti, consentirà di salvaguardare 200 posti di lavoro, circa la metà di un’azienda, appartenente alla categoria delle grandi imprese, che nei periodi positivi ha sfiorato anche le 1.400 unità.

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