Confapi Matera su Avviso Pubblico Valbasento Matera: Regione Basilicata non paga le imprese

Presso la sede di Confapi Matera si è svolta una conferenza stampa per l’Avviso Pubblico Valbasento – Matera. Al tavolo il direttore di Confapi Matera Pasquale Latorre, il direttore di Confapi Basilicata Nicola Fontanarosa e due degli imprenditori che hanno creduto nel bando della Regione ma sono in attesa di ricevere il pagamento dei primi SAL, Giuseppe Aliuzzi della Coparm e Giuseppe Lorusso per la Domar.
“Con questa conferenza stampa – ha ricordato Latorre – vogliamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica i mancati pagamenti dei SAL, da parte della Regione Basilicata, per la realizzazione dei piani di sviluppo industriale a valere sull’avviso pubblico Valbasento – Matera. Le imprese sono penalizzate negli ultimi mesi anche dal vuoto politico scaturito dalle dimissioni del presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo. L’Avviso Pubblico è stato avviato nel 2009 con una dotazione di 50 milioni di euro, quota successivamente innalzata a 85 milioni di euro e dovrebbe finanziare piano di investimento d’impresa nelle aree industrali della Valbasento e di Matera. Ma dopo aver rispettato tutte le clausole previste dal contratto le imprese sono ancora in attesa di ricevere i pagamenti dei primi SAL da parte della Regione Basilicata. Dal punto di vista giuridico siamo di fronte a inadempimenti contrattuali, dal punto di vista politico è chiaramente una beffa per le imprese che hanno creduto negli investimenti”.

Il direttore di Confapi Basilicata Nicola Fontanarosa ha ripercorso le tappe dell’Avviso Pubblico Valbasento Matera: “La Regione, sollecitata dalle associazioni imprenditoriali ha deciso di rimettere in gioco un investimento iniziale di 50 milioni di euro rivenienti dall’accordo Valbasento del 2003 per avviare un processo di reindustrializzazione delle aree della Valbasento e di Matera. All’Avviso Pubblico hanno partecipato 42 imprese, di cui 12 per gli investimenti in Valbasento e 9 per l’area di Matera. Con i contratti sottoscritti dalle due parti (Regione Basilicata ed imprese), sono stati assunti precisi impegni, nel rispetto dei tempi di realizzazione degli investimenti da parte delle aziende, a fronte di certezze nei tempi dei pagamento dei contributi previsti da parte della Regione Basilicata. In particolare alle aziende era chiesto un investimento non inferiore ai 5 milioni di euro e tra gli elementi di valutazione e di merito era inserita la possibilità di attingere alla platea dei lavoratori in mobilità per le nuove assunzioni. Nel 2011 si è conclusa la fase istruttoria, le imprese hanno firmato i contratti con l’obbligo di avviare gli investimenti entro 60 giorni e di concluderli entro 36 mesi. Le imprese stanno rispettando gli impegni contrattuali mentre la Regione sta mostrando una chiusura netta rispetto all’assolvimento dell’unico obbligo a suo carico, quello del pagamento dei SAL. Il mancato rispetto dei contratti  da parte della Regione, inoltre, rischia persino di creare le condizioni di un dissesto finanziario di quelle aziende che, confidando nei termini contrattuali, hanno fatto ricorso all’indebitamento bancario, esponendosi alle richieste di rientro. A rischio è la sopravvivenza di diverse aziende che, credendo di investire per crescere, adesso potrebbero addirittura chiudere con ulteriori effetti negativi sull’occupazione locale. Se le ragioni che portano la Regione al mancato pagamento dei SAL sono legate al patto di stabilità significa certificare che in Basilicata non c’è spazio per il futuro, lo sviluppo e per la creazione di nuovi posti di lavoro.” Come rimediare a questa emergenza? “Innanzitutto la Regione può approvare una delibera per sbloccare subito 7,8 milioni di euro da destinare al SAL maturati e poi avviare una discussione più ampia che chiaramente dovrà coinvolgere i tavoli romani e il Parlamento Europeo per le questioni legate al patto di stabilità. La Regione Basilicata ha una disponibilità di cassa pari a 520 milioni di euro frutto di tre anni di royalties versate dalle compagnie petrolifere ma non li può spendere. De Filippo aveva dichiarato nello scorso mese di marzo di essere disposto anche a sforare il patto di stabilità. Al nuovo governatore della Basilicata chiederemo di attivarsi in merito perchè le imprese rischiano di morire e attualmente vivono una lenta agonia.

Giuseppe Lorusso, amministratore della Domar, azienda che si occupa di costruire accessori per veicoli industriali sottolinea le difficoltà finanziarie determinate dal mancato versamento dei primi SAL: “Ci avevano chiesto di completare gli investimenti entro 3 anni dalla stipula del contratto con la Regione ma i tre anni dovevano partire dal momento in cui si cominciavano a erogare i SAL, perchè è chiaro che se il pagamento arriva il prossimo anno comunque saremo in difficoltà”.

Problemi analoghi sono stati denunciati anche da Giuseppe Aliuzzi della Coparm, azienda impegnata nel comparto della meccanica. “Le commesse ci sono ma in questo periodo abbiamo bloccato la produzione perchè le risorse finanziarie attese dalla Regione sono bloccate. E’ davvero un peccato perchè a regime con l’investimento previsto in Valbasento potrebbero lavorare 60 persone. Oggi siamo già arrivati a 51 ma se la Regione non paga il danno economico per la nostra azienda è rilevante”.

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