Chiusura Corte d’Appello: un danno per la Basilicata

L’eventuale soppressione della Corte d’Appello di Potenza comporterà un danno enorme per la Basilicata. Questa è l’opinione di Enzo Acito, presidente di Confapi Matera, che ha inviato una nota al ministro della Giustizia Andrea Orlando per evidenziare i rischi che una decisione siffatta comporterebbe per una regione che già sconta innumerevoli altri svantaggi.
Nonostante le potenzialità, purtroppo inespresse, come il petrolio, l’acqua, il turismo, l’ambiente, la Basilicata assomma una serie di condizioni sfavorevoli che la relegano agli ultimi posti nelle classifiche dello sviluppo economico ed occupazionale.
Da noi, infatti, il denaro costa più che altrove; da noi la carenza storica di infrastrutture materiali e immateriali, dalle strade alla banda larga, impedisce al tessuto imprenditoriale di avere adeguati strumenti di supporto.
La chiusura della Corte d’Appello avrebbe anche effetti consequenziali come la chiusura di altri uffici connessi, con un enorme disagio per i cittadini e gli operatori del diritto che sarebbero costretti a recarsi fuori regione.
Infine, la soppressione della Corte d’Appello priverà la Basilicata di un presidio per l’amministrazione della giustizia di cui si avverte, invece, fortemente il bisogno.
Prima la Telecom, l’Enel, l’Italgas, la Banca d’Italia in provincia di Matera, poi la Sezione distaccata di Pisticci del Tribunale, probabilmente le Province e le Camere di Commercio; a quando l’abolizione della Regione per completare la spoliazione di un territorio sempre meno rispettato?
Per il presidente di Confapi non è tagliando i servizi che si effettua un’efficace revisione della spesa e si ottengono risparmi significativi; anzi così facendo spesso i costi aumentano e l’illusione momentanea di un risparmio si tramuta nella realtà stabile di un aggravio di costi. Tagliare sì, ma con giudizio.
Enzo Acito ritiene che non si possa ridurre tutto ad una questione di risparmio economico, ma che si deve tenere conto anche del rispetto e della considerazione di una popolazione che, di questo passo, non avrà più riferimenti istituzionali concreti sul proprio territorio.

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