L’Università della Basilicata è una ricchezza del territorio, un presidio culturale e formativo da cui non si può prescindere e che, per questo motivo, deve essere preservato e rafforzato, quindi reso più attrattivo.

Massimo De Salvo, Presidente di Confapi Matera e Vicepresidente nazionale di Confapi con delega a Competitività, Ricerca e Sviluppo Sostenibile, commenta così la notizia del calo del 25% degli iscritti all’Unibas negli ultimi dieci anni, dato peggiore sul territorio nazionale.

A fronte di un vero e proprio boom degli atenei telematici, in tutte le università statali del Mezzogiorno cala il numero degli iscritti nel periodo 2015-2025, con prospettive ancora peggiori se si considera il crollo demografico. La natalità scende anche altrove, ma più lentamente che da noi, non compensata dai flussi migratori.

I bassi tassi di natalità – prosegue De Salvo – unitamente all’aumento dei pensionamenti, avranno gravi implicazioni sul mercato del lavoro. Se anche si invertisse la tendenza oggi, ci vorranno almeno 20 anni per avere nuova disponibilità di lavoratori.

Per questo motivo il Presidente di Confapi Matera ritiene prioritario invertire la tendenza del calo degli iscritti attraverso un rafforzamento dell’Università della Basilicata che, se da un lato ha un impatto rilevante sul sistema economico regionale e garantisce agli studenti un rapporto diretto e immediato con i docenti, che altri atenei non assicurano, dall’altro è poco attrattiva per i nostri giovani e per gli studenti delle regioni limitrofe.

Occorre, dunque, sia rafforzare la sede di Matera dell’Unibas, sia rendere più stringenti i rapporti tra l’ateneo e il sistema imprenditoriale locale, per limitare il fenomeno per cui i nostri ragazzi vanno a studiare fuori regione e nella stragrande maggioranza dei casi non tornano più in Basilicata.

Le imprese lucane faticano a trovare laureati disposti a lavorare in Basilicata e, più in generale, stentano a reperire personale qualificato nelle discipline e nei settori di interesse imprenditoriale. Occorre, pertanto, investire sulla formazione universitaria e sul futuro dei giovani.