A rischio i fondi per le bonifiche delle aree industriali di Tito e Val Basento

Solo un mese fa Confapi Matera aveva manifestato forti preoccupazioni, le ennesime in questi 17 anni, sul rischio di perdere i finanziamenti per la bonifica delle aree di Tito e Val Basento e oggi, ancora una volta, si apprende che non si trattava di semplici allarmismi.
Le possibilità di dire addio al progetto di rilancio dell’occupazione e del ripristino ambientale è quanto mia concreta, i sindacati lo hanno detto chiaramente. Dei dieci interventi previsti ben 9 sono a rischio se non si mette a punto un crono-programma preciso che consenta il rispetto della data di scadenza posta al 31 dicembre 2015 per assumere obbligazioni giuridicamente vincolanti. Tra l’altro, il posticipo della scadenza dei progetti preliminari al 31 marzo 2015 rischia di compromettere l’intera operazione.
Il blocco dello sviluppo imprenditoriale in quelle aree è evidente, nessuna traccia di bandi o di segnali che “tradiscano” la volontà di essere operativi. Anche rispetto al problema del censimento delle aree inquinate della regione non si registra alcun elemento concreto. Conoscere nel dettaglio la situazione è l’unica modalità per definire interventi mirati che ridiano salute ai luoghi e quindi opportunità di sviluppo. Invece si registra l’ennesimo pericoloso ritardo.
Ansie legittime anche sul fronte della tutela del diritto alla salute, sempre più annunciato e sempre meno garantito nei fatti. Assistere a questo spreco di opportunità mortifica i lavoratori, i malati e quanti in questi anni hanno creduto nella possibilità che le politiche industriali lucane potessero coniugare ambiente, lavoro e futuro.

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