Confapi Matera esprime solidarietà ai cittadini e agli imprenditori di Policoro e soprattutto, agli operatori turistici e agricoli duramente colpiti dal nubifragio e dalla tromba d’aria del pomeriggio del 2 settembre.

Un’economia che dal turismo e dall’agricoltura trae gran parte della sua linfa ha subito seri danni, con lidi e coltivazioni distrutti e, per puro caso, nessun ferito. Adesso tocca allo Stato e alla Regione mettere in campo aiuti puntuali per sostenere la ripresa, senza indugiare nei soliti gangli burocratici e, possibilmente, evitando aiuti a pioggia, ma mirati secondo le necessità e le priorità.

Purtroppo, la cosiddetta Polizza Catastrofale (CAT), obbligo di legge di recente entrato in vigore, non copre questo genere di evento, la tromba d’aria, limitandosi a garantire i danni da inondazione, alluvione, frana, esondazione e terremoto. Pertanto, chi non possiede una polizza aziendale specifica per gli eventi atmosferici non può avere risarcimento dei danni.

Auspichiamo che la visita del Presidente Bardi sui luoghi porti a un riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento e alla dichiarazione di calamità naturale. Inoltre, come classificare questa tipologia di evento? Come tromba d’aria o come alluvione? Uno sforzo semantico ci aiuterebbe non poco e farebbe sì che un obbligo di legge si tramutasse in un beneficio per le aziende.

Il cambiamento climatico ci sta purtroppo abituando a questi eventi meteorologici estremi; sta a noi farci trovare pronti a fronteggiare il pericolo per limitare i danni, salvo poi intervenire con tempestività per ristorare chi ha subito danni ingenti.

I danni subiti dalle attività economiche di un’area ad alta vocazione imprenditoriale, soprattutto turistica e agricola, richiedono anche progetti specifici destinati a supportare l’imprenditoria locale, oltre che a riparare le strutture e le infrastrutture danneggiate dalla tromba d’aria.