Per un osservatorio che restituisca la città ai suoi cittadini
di Sante Lomurno e Francesco Ruggieri
Presidente Sezione Unimatica e Presidente Sezione Turismo e Cultura — Confapi Matera
Ieri mattina, a Casa Cava, Confapi Matera ha aperto un confronto pubblico su turismo, crisi geopolitiche e nuovi scenari globali. Intorno al tavolo, istituzioni, operatori del settore, stakeholder del territorio. Al centro del dibattito le opportunità e le criticità per il futuro del turismo nel Mezzogiorno e nell’area mediterranea, con un focus concreto su come il territorio provinciale possa trasformare l’incertezza globale in strategia locale. È emerso con chiarezza il ruolo strategico dell’Aeroporto di Bari come infrastruttura chiave per potenziare i collegamenti internazionali verso Matera e la sua provincia.
“È nostro compito analizzare per poi governare i processi economici e sociali legati al turismo, asset strategico per la nostra comunità. L’obiettivo è tradurre l’analisi degli scenari globali in strategie concrete per il territorio.” — Francesco Ruggieri, Presidente Sezione Turismo e Cultura, Confapi Matera
Da questo confronto emerge con forza una constatazione che non può essere elusa: il turismo è diventato la prima industria visibile di Matera, eppure non disponiamo ancora di dati certi, terzi e rappresentativi di ciò che questo fenomeno produce e trasforma nella città. Sappiamo qualcosa di presenze e pernottamenti, ma non sappiamo quanti posti di lavoro ha generato il turismo e soprattutto di che qualità: stabile o stagionale, capace di trattenere i giovani o di disperderli. Non sappiamo quanta parte della ricchezza prodotta rimane sul territorio e quanta migra verso piattaforme globali e circuiti esterni. Non sappiamo, con dati affidabili, qual è il reale contributo del turismo al PIL provinciale.
E non sappiamo — questa è la domanda più urgente — cosa sta facendo il turismo alla qualità della vita di chi a Matera ci abita tutto l’anno. Se sta generando coesione sociale o un progressivo senso di estraneità dei residenti rispetto al proprio centro storico. Se i Sassi, patrimonio dell’umanità, stanno diventando un parco tematico a cielo aperto o restano il cuore vivo di una comunità reale.
Il turismo non è un’attività estrattiva. Le città che lo hanno trattato come una risorsa da massimizzare senza governarla — Venezia, Barcellona, Dubrovnik — ne portano oggi le conseguenze. Matera ha ancora la possibilità di scegliere consapevolmente il proprio modello di sviluppo. Ma quella finestra non resterà aperta per sempre. Servono dati certi, analisi rigorose, una conoscenza condivisa che sia patrimonio dell’intera comunità — non solo delle pubbliche amministrazioni — e che consenta a tutti gli attori del territorio di partecipare alle scelte che li riguardano.
Confapi Matera, che riunisce imprese operanti ogni giorno con tecnologie digitali, piattaforme turistiche e dati sul territorio, ha già chiesto di essere parte attiva di questo percorso conoscitivo. Un osservatorio sul turismo che non coinvolge il mondo produttivo, i residenti e le categorie economiche non è uno strumento scientifico al servizio della città. È un’occasione mancata. E le occasioni mancate, a Matera, sono già costate abbastanza.
Sante Lomurno
Presidente Sezione Unimatica — Confapi Matera
Francesco Ruggieri
Presidente Sezione Turismo e Cultura — Confapi Matera
