Il Piano Casa: attenzione alle fasce deboli; riqualificazione dei quartieri; concentrazione sullo sviluppo sostenibile; opportunità per l’economia.

Per CONFAPI Matera bisogna privilegiare la sostenibilità urbanistica e la qualità ambientale e architettonica

CONFAPI Matera ritiene opportuno esprimere un parere sui Programmi integrati di edilizia residenziale sociale e riqualificazione urbana, il così detto Piano Casa.
Il primo importante tema riguarda il diritto all’abitazione delle categorie meno abbienti, che non si possono permettere di acquistare una casa in edilizia libera. Ci riferiamo, ad esempio, alla richiesta di case in affitto calmierato di quelle categorie sociali che oggi non possono permettersi l’acquisto della casa neanche in edilizia convenzionata. Una fascia sociale molto ampia e in crescita, a cui si deve rispondere non solo con nuovo denaro, ma anche con una politica di incentivazione attraverso strumenti innovativi ed iniziative locali.
La semplificazione burocratica amministrativa, alla base delle procedure sul Piano casa, unitamente all’assunzione di responsabilità del sistema professionale e imprenditoriale, costituiscono un grande passo in avanti culturale ed economico, creando anche spazi di mercato per le piccole e medie imprese del settore edile e incentivando indirettamente anche la ripresa dell’economia in generale.
Ma se i benefici diretti per il settore dell’economia sono evidenti, maggiore attenzione dovrebbe essere posta per i benefici indiretti che una nuova politica della casa può avere per tutto il tessuto produttivo locale, del commercio, dei servizi. La realizzazione di alloggi con canoni e costi calmierati consente alle fasce meno abbienti un risparmio medio stimato, ottenuto come differenza tra i valori alla base del Piano Casa ed il canone di affitto di mercato o il valore della rata di un mutuo per edilizia libera, tra i 300 ed i 600 euro al mese, in ragione della dimensione dell’alloggio. 
Il secondo aspetto, non meno importante, riguarda la riqualificazione e la generale diffusione di servizi non residenziali che, ricordiamo, sono la base dei Programmi Integrati di riqualificazione. Già la legge 179/92, istitutrice di questo nuovo strumento, definiva il programma integrato come integrazione di diverse tipologie di intervento, ivi comprese le opere di urbanizzazione, di una dimensione tale da incidere sulla riorganizzazione urbana. La città di Matera ha il dovere di accogliere la sfida e di promuovere al suo interno l’incentivazione di attività complementari e di servizio, tra i quali i servizi ricettivi, di accoglienza, per attività ludico–ricreative e per lo svago, dello sport, del terziario avanzato.
Infine, un elemento essenziale che merita attenzione è l’investimento in eco-sostenibilità, che significa abbattimento dei costi energetici in conformità con le linee guida dell’Unione Europea. 
Nell’ambito di una visione organica del nostro territorio, occorre che i progetti siano valutati in ordine al fabbisogno abitativo e in ragione del carico urbanistico e sostenibile, vale a dire con un’attenta valutazione di sostenibilità urbanistica e ambientale. Garante di questi principi non è solo il Comune, ma soprattutto la Regione, con i dipartimenti Ambiente e Infrastrutture, che dovranno pronunciarsi in merito.
Per CONFAPI Matera, dunque, bisogna privilegiare la sostenibilità urbanistica e la qualità ambientale. Il Piano Casa, infatti, è finalizzato alla realizzazione di programmi di edilizia residenziale e riqualificazione urbana caratterizzati da elevati livelli di qualità, anche in riferimento alla sostenibilità ambientale ed energetica.

CONFAPI MATERA
Ufficio Stampa

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